Ritrovo alle ore 14,45 presso il piazzale antistante il Palazzetto per il basket Palamacchia di Livorno per raggiungere in macchina Collesalvetti.
"Alberto Calza Bini pittore e architetto tra Roma e Livorno. Lo spirito dell'arte classica, la tentazione del Liberty, la sfida del Divisionismo." L'esposizione permette di riscoprire Alberto Calza Bini (Roma 1881-1957) -- figura nota anche come architetto e urbanista -- attraverso un'intensa attività inedita come pittore e incisore ed esplora le sue opere con scene legate a Livorno, evidenziando il suo legame con il Divisionismo e il Liberty. Trasferitosi nella nostra città nel 1906 come docente dell'Istituto Tecnico, insieme alla moglie Irene Gilli, pittrice e incisore anch'essa, entrò in contatto con l'ambiente del Caffè Bardi. Nei primi anni del Novecento ritrasse il cuore della Livorno ottocentesca come emerge dall'opera "Il fosso reale", e rappresentò anche il porto, le pinete, i giardini e i notturni livornesi con accenti luminosi e divisionisti. Strinse un sodalizio pluriennale con Plinio Nomellini. Sul territorio rimase affascinato dall'atmosfera gotica dell'Eremo della Sambuca, come emerge da un'inedita lettera su carta intestata della Commissione per la Conservazione dei Monumenti della Provincia di Livorno, indirizzata al Regio Soprintendente ai Monumenti per le Province di Pisa, Lucca-Livorno il 21 luglio 1912.